Il Congresso di Vienna: Invitati e Partecipanti

La gestione degli inviti e degli invitati al Congresso di Vienna

Uno dei primi problemi procedurali del congresso di Vienna fu quello di individuare chi dovesse inviare gli inviti a partecipare. Il problema fu risolto abbastanza rapidamente in quanto la precedente “pace di Parigi“ stabiliva che il congresso sarebbe stato celebrato a Vienna. Di conseguenza apparve logico che fosse l’imperatore d’Austria a diramare gli inviti dalla sua capitale. Più complesso fu il problema di chi dovesse essere invitato. Sicuramente fra gli invitati dovevano esserci i quattro paesi vincitori e cioè la Russia, l’Austria, la Prussia, e la Gran Bretagna.

Le ragioni e motivazioni dell’ammissione della Francia al Congresso di Vienna

Ma apparve subito chiaro che anche la Francia, ancorché sconfitta, avrebbe dovuto partecipare se non altro per ottemperare alle obbligazioni conseguenti al suo collasso militare. Alla fine, pressoché tutti i paesi europei furono coinvolti nei lavori. Ovviamente, ciò non vuol dire che tutti gli invitati avessero lo stesso peso politico nella gestione delle questioni da affrontare. Al contrario, le quattro potenze vincitrici cercarono di mantenere nelle loro mani i tavoli su cui si sarebbero decise le strategie più rilevanti. La qual cosa, tuttavia, non impedì anche ai più piccoli paesi rappresentati di creare interferenze ed ostacoli che avrebbero rallentato il corso di alcune decisioni.

Il ruolo e il peso dei diversi partecipanti al Congresso di Vienna

Ecco perché gli storici di questo congresso hanno sempre posto particolare attenzione alle procedure seguite, ai ruoli delle singole delegazioni e al peso specifico dei partecipanti. Al contrario, proprio i rappresentanti delle quattro grandi potenze diedero poca importanza alle procedure che avrebbero dovuto garantire la loro posizione di predominio. Questo fu uno dei punti su cui farà leva l’abilissimo e scaltro rappresentante francese Talleyrand per inserirsi a pieno titolo nelle decisioni più importanti.

Questione pregiudiziale di costituzionalità e legittimità del Congresso di Vienna

Va, infine, ricordato che il congresso di Vienna soffrì da subito di quella che oggi chiameremmo una pregiudiziale di costituzionalità, nel senso che la regola, tenuta segreta, secondo la quale ai quattro grandi sarebbero state riservate le decisioni più rilevanti non fu mai accettata dalle altre nazioni vincitrici o meno, belligeranti o meno, chiamate a partecipare, il che rappresenterà un grave pregiudizio per l’esito dello stesso congresso. Non va dimenticato, infatti, che oltre a piccoli e piccolissimi stati, parteciparono ai lavori anche importanti e grandi paesi non ricompresi fra i detti quattro. Fra questi c‘erano ad esempio la Spagna, la Svezia ed il Portogallo.

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