Uno dei tanti misteri della storia d’Italia

Com’è noto in questo mese di settembre ricorre l’anniversario della tragica morte del generale Carlo Alberto dalla Chiesa ,ucciso con la moglie e l’agente di scorta il 3 settembre 1982. Il generale fu nominato prefetto di Palermo il 6 aprile 1982.Con tale nomina il governo riteneva di poter ottenere risultati vincenti contro la mafia così come, grazie al generale stesso, li avevo avuti nei confronti del terrorismo.Il barbaro omicidio è ancora avvolto da molti misteri.

Carlo Alberto dalla Chiesa

Uno tra questi lo si ritrova nelle parole dell’onorevole Fragalà , membro  della commissione parlamentare di inchiesta sul terrorismo presieduta dal senatore Pellegrino. Durante l’audizione del generale Bozzo  ,l’on. Fragalà fa riferimento alla circostanza che ,dopo la morte del generale ,non si ritrovarono ,per diversi giorni, le chiavi della sua cassaforte,  ed una volta ritrovate la cassaforte risultò  vuota. La circostanza è particolarmente rilevante in quanto ,nel suo intervento in commissione, il detto deputato riporta la testimonianza della collaboratrice domestica della famiglia dalla Chiesa secondo la quale il generale avrebbe detto alla moglie: “se mi fanno qualcosa c’è il nero su bianco e sai dove prenderlo”.

Non solo , ma si fa ,altresì , riferimento alla drammatica circostanza che il killer si preoccupò ,non solo di uccidere il generale e l’agente di  scorta, ma anche la signora Setti Carraro , soffermandosi sul luogo del delitto per esplodere il colpo di grazia contro quest’ultima che era stata già ferita. Questa particolare crudeltà viene spiegata con l’interesse all’eliminazione di un testimone che avrebbe potuto riferire sull’esistenza di documenti importanti ,probabilmente custoditi nella cassaforte di casa, e non più ritrovati dopo il massacro

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